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Centro Studi 03 giugno 2019
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L’anzianità contributiva nel part time verticale ciclico
Approfondimento di Renzo La Costa, componente Centro Studi dell'Ancl di Bari.
foto L’anzianità contributiva nel part time verticale ciclico
Con due sentenze “gemelle” ( la nr. 15006 e 15007 del 31.5.2019) la Corte di Cassazione rigetta i ricorsi dell’Inps che riteneva non dover riconoscere nel calcolo dell’anzianità contributiva i periodi non lavorati nel corso di rapporti di lavoro svolti in regime di part time ciclico.
I lavoratori oggetto del contenzioso di entrambe le sentenze erano risultati vincitori nei gradi di appello vedendosi riconosciuta l'anzianità contributiva di 52
settimane per tutti gli anni rivendicati , durante i quali essi avevano lavorato in regime di part time verticale, sulla base di sette/dieci mesi all'anno. La Corte
territoriale, nel confermare l'accoglimento della domanda, richiamava , tra l'altro,la pronuncia di Corte di Giustizia 10 giugno 2010, da cui emergeva la necessità di tenere conto, nel calcolo dell'anzianità contributiva, anche dei periodi non lavorati.
 
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