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Centro Studi 14 maggio 2019
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Licenziamenti: la reintegra si riprende gli spazi perduti
la Cassazione ha affermato che la tutela reintegratoria va applicata non solo nei casi di insussistenza materiale del fatto, ma anche quando il fatto è materialmente accaduto ma non ha rilievo disciplinare.
foto Licenziamenti: la reintegra si riprende gli spazi perduti
L'art. 18 della legge 300/70 prevedeva l'ipotesi di reintegro del lavoratore licenziato allorquando si accertava l'insussistenza del fatto contestato.
 
L'art. 3 c. 2 del Dlgs 23/2015 (jobs act) ha modificato tale concetto, legandolo all'insussistenza del «fatto materiale contestato»,
 
Con la sentenza n. 12174 del 08.05.2019, la Cassazione ha affermato che la tutela reintegratoria va applicata non solo nei casi di insussistenza materiale del fatto, ma anche quando il fatto è materialmente accaduto ma non ha rilievo disciplinare.
 
Secondo la Corte, al fatto accaduto ma disciplinarmente del tutto irrilevante non può logicamente riservarsi un trattamento sanzionatorio diverso da quello previsto per le ipotesi in cui il fatto non sia stato commesso.
 
La suprema Corte ha quindi conclusivamente enunciato il seguente principio di diritto:
 
«Ai fini della pronuncia di cui all'art. 3, comma 2, D.Lgs. nr. 23 del 2015, l'insussistenza del fatto materiale contestato al lavoratore, rispetto alla quale resta estranea ogni valutazione circa la sproporzione del licenziamento, comprende non soltanto i casi in cui il fatto non si sia verificato nella sua materialità, ma anche tutte le ipotesi in cui il fatto, materialmente accaduto, non abbia rilievo disciplinare»
 
                                                                                                          ( RLC)
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