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Sostegno alle startup: il Fondo Nazionale Innovazione
A sostenere l’impegno finanziario sono Cassa depositi e prestiti e il Ministero dello Sviluppo Economico.
foto Sostegno alle startup: il Fondo Nazionale Innovazione

Un imponente piano di investimenti per sostenere imprese e aziende italiane. Con oltre un miliardo di capitale in dotazione, il Fondo nazionale innovazione promette di finanziare 1000 startup in 3 anni, in modo da realizzare un solido mercato della finanza di rischio, spingendo anche le grandi aziende a investire in quelle più piccole e promettenti. Nel programma del Fondo, infatti, è prevista anche la crescita del venture capital e un fondo ad hoc per il trasferimento tecnologico. A sostenere l’impegno finanziario sono Cassa depositi e prestiti e il Ministero dello Sviluppo Economico.

La struttura del Fondo nazionale innovazione è quella di un grande raccoglitore di progetti, tanto da poter considerare questa iniziativa come una sorta di “fondo dei fondi”. All’interno del programma confluiscono dunque piani d’investimento che coprono aree diverse nell’arco dello sviluppo imprenditoriale, dalle biotecnologie all’industria 4.0, dalla blockchain all’intelligenza artificiale, da prodotti e servizi basati sui big data allo spazio, dal fintech all’agricoltura di precisione alla salute.

Complessivamente, i programmi coordinati dal Fondo sono sette. Si comincia con il Fondo Italia Venture I, già attivo con 80 milioni di euro di dotazione: opera in modalità di co-investimento e oggi gestisce un portafoglio di 20 aziende in fase di crescita tra cui Primo Space, veicolo di Primomiglio sgr per sostenere l’economia dello spazio. Già in funzione anche il Fondo Italia Venture II – Fondo Imprese Sud: il progetto punta a investire in startup e Pmi innovative nelle regioni Abruzzo, Campania, Sardegna, Puglia, Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia. La dotazione di questo fondo ammonta a 150 milioni di euro e ha già deliberato investimento per complessivi 16 milioni di euro di cui 6 milioni nell’iniziativa Seed per il Sud per finanziare startup in fase seed e pre-seed. A febbraio è partito il progetto VenturItaly, 300 milioni per finanziare l’attività di altri venture capital, con 3 iniziative già valutate e 60 in valutazione, mentre da maggio è operativo il Fondo Acceleratori, quest’ultimo con una dotazione iniziale di 125 milioni di euro nel cui quadro si innesta anche l’iniziativa Acceler-ORA per sostenere il lavoro degli acceleratori che hanno sofferto a causa dell’emergenza Covid-19. La partenza è prevista per il prossimo settembre con una dotazione complessiva di 8,75 milioni di euro e interventi singoli fino a un massimo di 300mila euro.

Ecco invece i piani la cui attivazione è prevista per i prossimi mesi:

  • il Fondo Tech Transfer, in partenza entro il terzo trimestre 2020 con una dotazione iniziale di 150 milioni di euro a supporto del trasferimento tecnologico;
  • il Fondo Corporate Venture Capital, partenza anche in questo caso entro il terzo trimestre, con una dotazione iniziale di 150 milioni di euro e che si propone di coinvolgere alcune delle principali aziende partecipate da CDP in veste di limited partner;
  • il Fondo Late Stage, il cui lancio è previsto entro prima metà del prossimo anno: dotazione iniziale di 100 milioni di euro, si dedicherà a startup che sono in fase di maturazione più avanzata e che devono quindi consolidare il loro business ed espandersi a livello internazionale.

Tutto questo dispiegamento di risorse e finanziamenti evidenzia la centralità dell’innovazione tecnologica, e in questo senso il Fondo nazionale innovazione si propone di svolgere da supporto a tutta la filiera per garantire al Paese di crescere in modo sostenibile, inclusivo e su un lungo periodo.

In Italia, infatti, operano tantissime startup con due problemi principali da affrontare: la necessità di non restare di piccole dimensioni e in tasso di mortalità troppo basso, circa il 3% rispetto al 30% della Francia. E proprio in questa direzione si inserisce il Fondo: per favorire l’aumento degli operatori di settore, consentire una maggiore trasmissione di capitali, procedendo in un’ottica di razionalizzazione degli acceleratori. Ad oggi questi ultimi sono circa 200, ma soltanto il 20% delle startup ne fanno ricorso: con l’attivazione dei diversi programmi raccolti sotto l’ombrello comune Fondo nazionale innovazione, l’economia italiana d’impresa potrebbe ricevere la scossa attesa da tempo.

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